Pesca al cefalo al porto di Terracina

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cefaliterracinaRieccoci finalmente a parlare di pesca. Non appena il clima gelido degli ultimi periodi ha lasciato spazio a delle temperature più miti siamo riusciti a rispolverare i nostri attrezzi e ritagliarci una mezza giornata passata a praticare il nostro hobby preferito: la pesca.

Come tecnica abbiamo scelto la pesca al cefalo e come spot il porto canale di Terracina. Terracina è una cittadina del basso Lazio in provincia di Latina facilmente raggiungibile sia da Roma, percorrendo la Pontina, sia da Napoli. La massiccia presenza di piccoli corsi d’acqua dolce e i chilometri di spiagge della zona rendono Terracina anche un ottimo spot per il surfcasting alla ricerca di spigole e serra nei periodi a loro opportuni.

Il porto canale è anch’esso molto frequentato sia dai vecchi pescatori locali che da quelli provenienti dalle zone limitrofe. Esso è un’ottimo spot sia per la pesca che praticheremo noi oggi, cioè la pesca al cefalo, ma anche per la pesca in bolognese alla spigola, per il feeder fishing alla ricerca di spigole e saraghi e, nella parte esterna, per la pesca a fondo con frequenti catture di mormore e orate.

La banchina che abbiamo scelto per cercare di ingannare i sospettosissimi cefali è quella lunga dove partono i traghetti per le isole pontine.

Attrezzatura semplice: bolognese da 7 metri caricata con nylon del 16, galleggiante da un grammo e mezzo a carota, torpida secca da un grammo e mezzo a battuta su una girellina con moschettone del 20, doppio terminale in fluorocarbon del 10 uno lungo 50 e uno 30 cm.

Come esca abbiamo bagnato sul posto una confezione di pancarrè privato preventivamente della crosta, dopo averlo ben asciugato abbiamo cominciato a lavorarlo con un panno asciutto fino a fargli raggiungere una consistenza ne troppo dura ne troppo morbida.

Per la pastura abbiamo optato per uno sfarinato apposito alla pesca al cefalo di un kg a cui abbiamo aggiunto mezzo kg di pangrattato e 250 gr di pecorino romano grattugiato.

Dopo aver sondato il fondo e fissato il galleggiante in modo da far lavorare il bracciolo più lungo a 10 cm dal fondo abbiamo iniziato la fase di pasturazione lanciando 3-4 palle di pastura della dimensione di un arancia a 7-8 metri dalla banchina.

Abbiamo innescato il pane sui terminali e appoggiato la nostra lenza nella zona pasturata. Le prime mangiate non si sono fatte attendere e sono continuate in modo continuativo grazie anche alla costante pasturazione che abbiamo continuato a fare lanciando ogni 10 minuti una pallina di pastura sempre più piccola.

I risultati sono in foto.

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L'Autore

Pescatore per religione! Le sue tecniche preferite sono quelle di pesca al colpo in mare, in primis la bolognese ultraleggera, la canna fissa, la pesca all'inglese e il ledgering. Si sfoga scrivendo su queste pagine per il poco tempo disponibile da dedicare alla attività che ama: la pesca!

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