Pesca alla spigola in passata con la bolognese

0
spigola in passata

La spigola predilige le ore notturne e i cambi di luce

La foce del fiume è senza ombra di dubbio uno degli ecosistemi dove la concentrazione di specie ittiche è superiore alla norma, per questo motivo sono molto spesso dei veri e propri paradisi per la pesca sportiva. Le specie che stazionano li dove il fiume finisce e inizia il mare sono molteplici: cefali, anguille, ombrine, saraghi, orate. A questa lista manca sicuramente quella che è la regina incontrastata di questi luoghi: la spigola.
Migliaia di pescatori, armati fino ai denti, ogni giorno si recano in foce sperando di catturare un esemplare di spigola. Le tecniche adottate per la pesca alla spigola sono molteplici, tutte produttive se adottate nel modo corretto con i dovuti accorgimenti.

Una delle tecniche più in voga è la pesca in passata con la canna bolognese.
Andiamo ora a vedere i semplici passaggi che ci permetteranno di svolgere correttamente l’azione di pesca e aumenteranno non di poco le possibilità di imbatterci in esemplari di spigola di taglia.

  • Attrezzatura
    Per effettuare questo tipo di pesca necessiteremo di canne bolognesi dai 5 ai 7 metri particolarmente strong capaci di lavorare correttamente anche con terminali molto sostenuti; alla canna abbineremo un mulinello di taglia 4000 con frizione posteriore micrometrica su cui imbobineremo un nylon dello 0,25/0,30.
  • Esche
    L’esca principe per la pesca bolognese in passata alla spigola sarebbe l’anguilla neonata, chiamata anche cieca;  essendo un esca vietata le soluzioni sono o il gamberetto vivo appuntato per la coda o il coreano innescato singolo o multiplo appuntato per la testa e lasciato libero di svolazzare simulando il comportamento dell’anguilla.
  • Preparazione lenza
    Cralusso globular piombi intercambiabili per la pesca alla spigola

    Cralusso Globular Weight ottima soluzione per rendere la piombatura intercambiabile

    Scordiamoci le spallinate e i terminali capillari della pesca bolognese ultra light in trattenuta e su acqua ferma, la pesca in passata è tutta un altra pesca e la lenza da adottare è completamente diversa, molto più “spartana”, ma allo stesso tempo pescante se realizzata con cognizione di causa, vediamone il perchè.
    La lenza base è molto semplice e sarà costituita da un galleggiante con boccola porta starlight dai 3 agli 8 grammi e da una piombatura secca a tarare circa l’80% del peso del galleggiante. Il terminale sarà composto da un metro di fluorocarbon nelle misure dal 18 al 25 e da un amo nelle misure dal 2 al 10 in relazione all’esca utilizzata.
    La scelta del peso del galleggiante da utilizzare sarà dato da “quanto cammina l’acqua” cioè da quanto è forte la corrente. L’assetto di pesca corretto lo avremo quando il galleggiante camminerà ad una velocità inferiore a quella della corrente.
    La corrente è il fattore più difficoltoso da affrontare quando si pesca in foce ed è condizionata dalle maree e da eventuali dighe a monte della foce che ne diminuiscono o aumentano la forza. Nel giro di poche ore infatti la forza della corrente potrebbe variare diverse volte e quindi con una montatura statica eserciteremmo spesso un’azione di pesca non corretta; proprio per questo motivo è molto importante avere un sistema pescante velocemente intercambiabile.
    Gli elementi che devono essere intercambiabili sono il galleggiante e la piombatura: per la piombatura possiamo usare o i pallini di piombo tenero utilizzati per la pesca all’inglese o, ancora meglio, le torpille intercambiabili o i piombi globular weight della ditta Cralusso.
    Per rendere intercambiabile il galleggiante invece basterà inserire sulla lenza madre un gommino in silicone di quelli che si trovano nelle bustine di starlight oltre ai gommini fermagalleggianti classici, tutto questo senza inserire il galleggiante sulla lenza madre. Il tappo sarà assicurato alla montatura bloccandolo con i gommini e con la sua astina inserita nel portastartlight.

  • Azione di pesca
    La prima cosa da fare dopo aver preparato la lenza e aver valutato la forza della corrente è quella di sondare il fondo e mettersi in pesca staccati mezzo metro abbondante da esso.
    L’azione di pesca può essere statica o dinamica. Pescando da fermi dalla sponda o dalla barca faremo fare la passata al nostro galleggiante lanciando a monte e seguendolo con la punta della canna; a fine corsa si recupera e si rilancia di nuovo. Dove cè spazio per camminare invece si effettua un’azione di pesca particolare dove la passata viene fatta camminando lungo l’argine seguendo il galleggiante che cammina riuscendo in questo modo a fare una passata molto lunga e sondando uno specchio d’acqua più ampio.
  • Quando
    I momenti migliori sono come sempre i cambi di luce e le ore notturne. Le situazioni di alta marea sono preferibili perchè rendono l’azione di pesca più semplice, ma anche in bassa marea spesso le spigole (quelle più grosse) attaccano.

Vi è stato utile questo articolo? Siete d’accordo con quello che vi abbiamo raccontato sulla pesca alla spigola in passata? Volete aggiungere qualcosa che ritenete possa essere di aiuto per migliorare la tecnica? Scriveteci nei commenti e nei canali social.

L'Autore

Pescatore per religione! Le sue tecniche preferite sono quelle di pesca al colpo in mare, in primis la bolognese ultraleggera, la canna fissa, la pesca all'inglese e il ledgering. Si sfoga scrivendo su queste pagine per il poco tempo disponibile da dedicare alla attività che ama: la pesca!

Leave A Reply


*