Pesca bolognese in mare a lunga distanza

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La pesca bolognese in mare, per definizione, è una tecnica di pesca che si effettua con apposite canne telescopiche della lunghezza di almeno 4 metri e si avvale dell’utilizzo di un galleggiante per la segnalazione delle abboccate dei pesci.
Tuttavia questa tipologia di pesca è molto versatile, infatti comprende diverse tecniche “figlie” che si diversificano adattandosi perfettamente allo spot di pesca e alle prede che si vogliono catturare.
Ecco un elenco di alcune delle sottotecniche della pesca bolognese in mare:

Un orata catturata a bolognese con il vetrino

Un orata catturata a bolognese con il vetrino

Ognuna di queste tipologie di pesca prevede l’utilizzo di canne, montature ed esche differenti.
Le prede più ambite quando si pesca a bolognese in mare sono sicuramente le spigole e le orate, ma spesso si hanno delle sorprese come quando abbiamo catturato due ricciole con una montatura da spigola e il terminale dello 0,11.

Tra le mille sfaccettature di questa tecnica quella che abbiamo deciso di analizzare oggi è la pesca bolognese con bigattino a lunga distanza.
Molto spesso abbiamo la necessità di svolgere la nostra azione di pesca a 20-30 metri dalla nostra postazione, ad esempio quando peschiamo dalla spiaggia, quando siamo su una scogliera con degli scogli affioranti o semplicemente quando individuiamo una buca e decidiamo di improntare proprio in quel punto la nostra pescata.
Se ci si presenta una situazione del genere e allo stesso tempo abbiamo necessità di avere un apparato pescante che ha come caratteristica la leggerezza, perchè stiamo mirando alla cattura di pesci molto diffidenti come la spigola o l’orata, allora potremmo avere delle difficoltà.
Per raggiungere quelle distanze infatti avremo bisogno di lanciare almeno 5 o 6 grammi di peso tra piombatura e galleggiante; la classica spallinata a scalare che si usa nella pesca bolognese classica per dare morbidezza alla lenza, in questo caso potrebbe risultare di difficile utilizzo.
Forzando il lancio, anche effettuando la classica trattenuta sulla lenza, le possibilità di creare grovigli crescono in modo esponenziale.

Dobbiamo trovare una soluzione alternativa! Ve ne proponiamo due, una abbastanza scontata che, con un minimo di esperienza in questa tecnica di pesca, avrete sicuramente già utilizzato, e un altra invece leggermente più particolare.

Montature pesca bolognese

Fig. 1 – Montature con galleggiante tradizionale e bombarda o vetro

Pesca bolognese con galleggiante inglese

Fig. 2 – Montatura con galleggiante all’inglese

Pesca bolognese con il galleggiante inglese

Nella figura 1 vediamo come si sviluppa la lenza di questa particolare tecnica e notiamo subito come la semplicità la fa da padrona in quanto la piombatura è praticamente assente tanto da rendere la lenza molto morbida.

Vantaggi:

  • Morbidezza della lenza
  • Possibilità di sostituire velocemente il galleggiante con uno di peso o tipologia differente

Svantaggi:

  • Non utilizzabile con acque mosse o con corrente sul fondo
  • Pericolo di groviglio in fase di lancio il quanto il galleggiante sarà il primo a toccare l’acqua in quanto più pesante

Pesca bolognese con il vetrino o con il plexiglass

Nella figura 2 vediamo come questa particolare lenza di differenzia dalle altre per la piombatura, veramente alternativa composta da una biglia di vetro (nata per la pesca alle trote, la distribuisce la ditta Ignesti) o da una bombardina semi affondante di plexiglass a cui è stata tagliata per buona parte l’asta.
Il rapporto di affondamento del vetrino è di 2/3 mentre quello del plexiglass è di 1/5.
Questo significa che utilizzando il vetro possiamo pescare con un galleggiante da 2 grammi tarato perfettamente con una biglia da 3 grammi; oppure con un galleggiante da 1,5 grammi tarato con una bombardina da 4 o 5 grammi.
Questa montatura è chiaramente utilizzabile solamente quando peschiamo all’interno di un porto o comunque in situazioni di acqua più o meno ferma, perché il maggiore volume della piombatura farebbe perdere di stabilità alla lenza in caso di presenza di corrente.

Vantaggi:

  • Estrema naturalezza nella discesa dell’esca
  • Possibilità di forzare i lanci senza rischio di groviglio

Svantaggi:

  • Perdita di rapidità in ferrata a causa del volume della biglia o della bombarda
  • Per lo stesso motivo la ferrata dovrà essere più energica del solito quindi non possiamo utilizzare terminali capillari, diciamo al di sotto dello 0,12. Molto importante per questo motivo il ruolo della perlina paracolpi che può essere raddoppiata come in figura per ammortizzare al meglio il colpo sul nodo della girella che precede il terminale.

Molto importante è come sempre pescare alla giusta profondità, che cambierà in base alla preda che stiamo cercando di catturare.  Le occhiate mangiano a tutte le profondità ma preferiscono il bigattino fluttuante a mezz’acqua o in calata quindi aggiusteremo ad occhio la profondità del nostro galleggiante per pescare più o meno nella colonna centrale d’acqua. Spigole, orate e saraghi invece andranno cercati in prossimità del fondo, quindi con l’ausilio di una sonda è molto importante studiare la conformazione del fondale e fare in modo che la lenta passata del bigattino avvenga a pochi centimetri da quest’ultimo senza il rischio di fastidiosi incagli

Un accessorio fondamentale quando si pratica questa tipologia di pesca è una fionda che useremo per la pasturazione a base di bigattino.

Queste chiaramente sono solo due delle tante soluzioni possibili per per la pesca bolognese in mare a lunga distanza, noi le abbiamo testate entrambe.
Voi invece? Avete delle montature particolari da consigliare?

L'Autore

Pescatore per religione! Le sue tecniche preferite sono quelle di pesca al colpo in mare, in primis la bolognese ultraleggera, la canna fissa, la pesca all'inglese e il ledgering. Si sfoga scrivendo su queste pagine per il poco tempo disponibile da dedicare alla attività che ama: la pesca!

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