Surfcasting in inverno con mare mosso

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Il surfcasting in inverno è sinonimo di freddo, vento, pioggia ma anche di catture da favola.

Finalmente ci siamo, dopo le stagioni primaverili, estive ed autunnali in cui le condizioni per praticare il vero surfcasting sono abbastanza rare, ci prepariamo ad affrontare la stagione invernale che è quella più amata dai veri surfcaster, quelli che aspettano freddo, vento e mareggiate. Il mese di Dicembre in particolare è il top per questa tecnica di pesca in quanto le temperature dell’acqua ancora non eccessivamente gelide e si viene a creare un ambiente in cui convivono oltre alle spigole di taglia, anche orate, saraghi, mormore ed ombrine.

Attrezzatura

Per il surfcasting invernale abbiamo bisogno di una coppia di canne potenti in grado di lanciare almeno 180 grammi di piombo, peso spesso necessario per essere in pesca anche nelle condizioni più estreme. Le canne devono essere abbinate a mulinelli di taglia medio grande (dal 6000 al 10000 nel caso della bobina fissa) imbobinato con monofilo del 25/30 con uno spezzone di shock leader di diametro generoso.

Quando

I momenti migliori per cercare di tornare a casa con buoni carnieri sono sempre i cambi di luce che coincidono con la scaduta di una mareggiata, cioè quando il vento è calato e l’impeto del mare inizia a smorzarsi smuovendo ancora i microorganismi presenti sul fondo soprattutto in corrispondenza degli scalini batimetrici.

Esche

Nelle battute di pesca a surfcasting in inverno l’utilizzo degli anellidi, essenziali per le battute a beach ledgering con mare calmo, si riduce notevolmente lasciando spazio ad esche naturali come cozze, granchi, cannolicchi, bocconi, strisce di calamaro, oltre all’universale sarda e al filetto di muggine.

Montature

I travi adottati sono abbinati a terminali di lunghezza inferiore e diametro maggiore; non ci spaventeremo infatti ad utilizzare terminali del 30 corredati da ami a becco d’aquila del 2 o anche più grandi. Gli inneschi sono voluminosi e le distanze da raggiungere non sono più siderali, spesso infatti le migliori catture si fanno sulla corta distanza all’altezza del primo frangente dove il rimescolamento organico è abbondante.
I travi consigliati in queste situazioni sono:

  • Pater Noster: l’universale pater noster da utilizzare nelle situazioni più estreme, quando le condizioni sono al limite della pescabilità e grazie a questo trave dal doppio bracciolo corto riusciamo comunque a stare in pesca. Proprio queste sono le situazioni in cui la preda da infarto non è un miracolo e la sua cattura ci ripagherebbe dei sacrifici fatti stando giornate intere al “freddo e al gelo”.
  • Short: questo è il trave da utilizzare quando vogliamo forzare un po il lancio e raggiungere l’ultimo frangente, il bracciolo della lunghezza massima di un metro può essere clippato per favorire l’aerodinamicità dell’apparato pescante.
  • Short rovesciato: cugino dello short da utilizzare quando vogliamo l’esca sollevata dal fondo grazie all’ausilio di un popup.
  • Doppio short: è il trave da ricerca (se così si può dire) nel surfcasting invernale. Con questa montatura abbiamo la possibilità di utilizzare due esche differenti e sondare due strati d’acqua differenti.

Piombi

I piombi da utilizzare in queste situazioni sono i cosiddetti piombi da tenuta quindi sfere, coni e piramidi da 120 a 200 grammi. Molto utili in queste situazioni anche le zavorre munite di rampini che ne aumentano la tenuta.

Prede

Come abbiamo detto in queste condizioni il pascolo nel blu è molto vario. Andiamo a vedere quali sono le prede principali che andiamo ad insidiare:

  • Spigola: da cercare con cannolicchio, sardina, filetto di muggine la regina ama l’esca fluttuante e spesso la troviamo a pochi metri dalla battigia sul primo frangente. Il trave consigliato è lo short rovesciato.
  • Sarago: da cercare anch’esso sul primo frangente con cozza, cannolicchio o sardina il sarago sguazza nella schiuma e le catture migliori le faremo quando le condizioni sono al limite. Il trave consigliato è il pater noster.
  • Ombrina: l’ombrina di taglia può essere catturata sulla distanza come a 10 metri da riva. Inneschiamo granchio, sardina o cannolicchio su uno short dal bracciolo di lunghezza generosa, diciamo superiore al metro.

Una cosa è certa, il surfcasting in inverno con mare mosso non è una passeggiata, anzi! Ma la speranza della spigola da 5 Kg, dell’ombrina da 10 o del sarago dai denti cariati ci da la forza di affrontare senza grossi sacrifici le condizioni ambientali spesso estreme!

L'Autore

Pescatore per religione! Le sue tecniche preferite sono quelle di pesca al colpo in mare, in primis la bolognese ultraleggera, la canna fissa, la pesca all'inglese e il ledgering. Si sfoga scrivendo su queste pagine per il poco tempo disponibile da dedicare alla attività che ama: la pesca!

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