Pesca a bolentino sul relitto

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Se c’è uno spot che, più di altri, stuzzica la fantasia del pescasportivo, è senza dubbio il relitto sommerso.
Fantastichiamo sulle meravigliose prede che potenzialmente possono popolare i ruderi di natanti affondati e studiamo attentamente le carte nautiche dove sono indicati con l’ apposita simbologia.

Se è vero che non è difficile individuare le coordinate gps di un relitto sfruttando le carte caricate sui nostri plotter di bordo, è aimè altrettanto vero che, quei relitti, così facili da trovare, difficilmente ci regalano le catture sperate poiché troppo assiduamente frequentati da barche di appassionati bolentinisti.

Il vero relitto da cercare e sul quale investire tutte le nostre risorse di pesca è invece quello “segreto”, il relitto nascosto conosciuto generalmente soltanto dagli appassionati di diving che custodiscono gelosamente le coordinate vedendo, in noi pescatori sportivi, coloro che potrebbero saccheggiarlo della fauna che loro vanno ad osservare.
Nonostante i tentativi di segretezza, basta recarsi su qualche forum di subacquei per trovare i punti gps di un relitto segreto vicino a casa nostra. Individuato il luogo, non basta che salpare.

carta nautica

Ecco come identificare sul vostro plotter gps cartografico di bordo il luogo dove è posizionato un relitto

sonar

Sullo strumento si riesce ad intravedere una marcatura che identifica un relitto adagiato su di un drop

Attrezziamo la barca

La pesca sul relitto è indubbiamente qualcosa che richiede una preparazione preventiva del natante attenta e meticolosa. Non tutte le ancore, ad esempio, faranno al caso nostro. Dovremo procurarci 2 ancore a rampino con marre lunghe e ben affilate. Questa tipologia di ancora, abbinata a qualche metro di catena del numero 8, ci permetterà di ottenere una buona presa sulle strutture sommerse del relitto e di riuscire a liberare l’ancora nel momento in cui decideremo di concludere la nostra battuta di pesca.
Lo skipper, in questa tipologia di pesca, dovrà essere particolarmente esperto e capace. Una sola ancora calata non basterà, dovremo calare due ancore; una di prua e una di poppa, facendo in modo che lo sbandieramento della barca sia minimizzato e la stabilità ottenuta ci permetta di calare le nostre insidie sempre in prossimità della nave sommersa affondata.

Escludiamo di andare a pesca nelle giornate di mare mosso, è di fondamentale importanza che il mare sia calmo e che le manovre di ormeggio sopra il relitto siano precise e ben fatte.

Le prede

Le specie pesciformi che abitano i ruderi sommersi sono davvero tante, ma quelle che generalmente vogliamo catturare sono principalmente 4: Mustele, cernie, capponi e gronghi.
Esiste un’altra specie non ancora nominata che, anche se di per se non rappresenta una cattura ambita, è indubbiamente molto importante per permetterci di comprendere se siamo sul relitto oppure se ci troviamo fuori dalla zona di pesca desiderata.
Il pesce indicatore che è in grado di darci l’ informazione sulla nostra corretta localizzazione è la castagnola rossa, questa specie si trova concentrata in prossimità dei relitti e, catturarla, è un chiaro indicatore che ci informa che stiamo pescando nel posto giusto.

cernia bruna

La Cernia Bruna è una classica preda del bolentino sul relitto

mustele

Una bellissima coppia di Mustele insidiate con il bolentino sul relitto

Lenze

Come abbiamo detto, le prede potenzialmente insidiabili sui relitti potranno variare dal kg di peso (pesce scorfano cappone) fino ad una decina di kg (grosse cernie brune o bianche). Per taglie maggiori, possiamo tranquillamente metterci l’animo in pace, la stazza sopra i 10 kg, generalmente permetterà al grosso pinnuto di nascondersi tra gli elementi sommersi del relitto, lasciando il pescatore impotente davanti alla sfrizionata con conseguente intanamento della preda.

Tutte le prede appena citate possono essere insidiate con la medesima montatura. La parola d’ordine di questo sistema pescante sarà l’aggettivo corto. Siamo davanti ad uno spot dove l’incaglio è all’ordine del giorno, pertanto dovremo limitare al massimo gli svolazzi dei braccioli del terminale. Più il bracciolo della lenza sarà corto, meno si muoverà e meno ci sarà la possibilità che finisca per agganciarsi da qualche parte.

Costruiremo dei bolentini super strong eliminando i nodi in favore di rivetti strinti a pinza. La nostra lenza sarà costituita di un fluorocarbon 100% dello 0.80 per il trave, mentre opteremo per uno 0.60 per i braccioli.
Un fluorocarbon che resiste alle abrasione come il Trabucco XPS Fluorocarbon Saltwater (visibile in foto) sarà perfetto per i nostri fini. I braccioli saranno 2 e di appena 12 cm di lunghezza. Verranno collegati al trave per mezzo di una girella Rolling Crane semplice fissata in posizione sul trave grazie all’ausilio di 2 perline (perlone) e 2 rivetti sapientemente posizionati.

Gli ami saranno robusti e di dimensioni notevoli. Chi scrive usa i Trabucco Shinken serie 5180 del numero 4/0.

La piombatura sarà necessariamente sostenuta onde evitare che il sistema pescante si trovi a rotolare tra gli incagli del relitto. La nostra lenza dovrà stare ben ferma sul fondo. Scordiamoci di impiegare piombi sotto i 200 grammi di peso (il piombo ovviamente varierà in base alla profondità su cui ci troveremo a pescare).

Esche

Le esche da relitto sono principalmente 3: moscardini, calamari e salacche.
In tutti e 3 i casi non dovremo elemosinare il quantitativo di esca che apporremo sull’amo. Un amo ben coperto, oltre a rendersi più appetibile, in questa situazione di pesca limita la possibilità che la punta dello stesso finisca per rimanere agganciata al substrato del relitto.

Nel caso in cui si scelga il moscardino, ricordiamoci di cambiare spesso l’esca poiché i tessuti morti dell’ ottotentacolato tendono a gonfiarsi se lasciati allungo nel mezzo acquoso ipertonico.

sardina

La sardina è una delle esche principe del bolentino sul relitto

scorfano

Grossi scorfani capponi vengono facilmente insidiati dai nostri bolentini calati tra i ruderi dei natanti affondati

Attrezzature

Abbiamo detto che pescheremo con piombature sopra i 200 grammi e a bolentino. Da questo assetto, ne conseguirà una scelta delle attrezzature in funzione delle grammature sostenute che andremo ad impiegare.

I fili saranno intorno allo 0,80/0,60 e le prede dovranno essere forzate per allontanarle dalle tane sommerse.
Impossibile quindi scegliere delle attrezzature light. Chi scrive, quando va a pesca a bolentino sul relitto, utilizza le canne Trabucco Heraklion Boat Power 500 abbinate ai famosi mulinelli Trabucco Exceed SW 7000.
La canna in questione gestisce al meglio delle grammature da 500 grammi e permette di forzare il pesce fin dai primissimi istanti post abboccata.
Il mulinello ha un max drag di 60 lbs (sono mulinelli nati per la pesca al tonno a spinning) quindi si tratta di uno strumento che non lascia scampo alla preda.

mulinello

Mulinello Trabucco Exceed sw 7000 descritto nel testo

fluorocarbon

Filo per terminali descritto nel testo Trabucco XPS Fluorocarbon Saltwater

L'Autore

Saverio Rosa

Grande conoscitore di tutte le tecniche di pesca dalla barca collabora come giornalista, consulente e fotografo per le più importanti riviste e siti web di settore come PESCARE MARE, LE VIE DELLA PESCA IN MARE, PESCAREONLINE, PESCA DALLA BARCA e PIANETA PESCA MARE SOLO BARCA. Il suo volto è molto conosciuto grazie ai numerosi video in cui è protagonista sul canale tematico Sky Italian Fishing TV in cui trasmette, al grande pubblico, le nozioni, trucchi e stratagemmi con l’ obiettivo di migliorare l’azione di pesca dell’ appassionato spettatore.

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