Artificiali per lo spinning fatti in casa

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Premessa

La passione per la pesca a Spinning spesso porta a domandarsi del perché di tante esche in commercio e di gente che li auto costruisce, nonostante tutto il mercato esistente al mondo.
Sempre la passione, dà a noi pescatori , emozioni che solo la natura può regalarci soprattutto quando la cattura avviene con l’artificiale fatto e pensato da noi .
Spesso e volentieri , uno Spot e le condizioni meteo determinano la scelta di un’esca specifica da applicare e, a volte, quello che abbiamo non basta o non soddisfa le nostre richieste.
In questo breve articolo cercherò di spiegare la mia passione e tutto ciò che c’è dietro un modello auto costruito.

Chi è Joe Fish

L’idea di soddisfare le mie richieste nelle varie situazioni determina il nascere di una passione pura: l’autocostruzione di esche da Pesca.
Joe Fish è Giuseppe Di Marco , un ragazzo che ha solo un obiettivo nel mondo della pesca: rompere gli schemi abitudinari del commercio e creare innovazione per pura passione personale.
Sono laureato in Graphic Design e ho lavorato in un azienda a grande distribuzione nel mondo della pesca per ben 5 anni.
Conciliare lavoro e passione a volte è gratificante, ti dà la possibilità di stare a contatto con grandi marche e aumentare le proprie conoscenze del mercato.
Il tutto nasce in un terrazzino che ho a disposizione di 2 metri quadri dove con molta calma e pazienza creo e progetto.
Tra seghe a nastro e altri attrezzi del mestiere cerco sempre di soddisfare idee strane di noi pescatori apportando modifiche e assetti che difficilmente si trovano nei negozi.
Non lavoro soltanto il legno , ma ho creato stampi per resina cercando sempre più di avvicinarmi alla perfezione di un modello che risponda a pieno a tutte le caratteristiche da me desiderate.

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Tecnica e Materiali

Le varie tecniche usate le ho acquisite attraverso le varie esperienze di pesca e le varie ricerche dei prodotti da impiegare.
Inoltre, il confronto con altri costruttori mi ha aiutato ad evitare errori e perdite di tempo.
Per costruire un’esca, sicuramente, bisogna rispondere ad alcune domande:

  1. A quale preda deve essere destinata la nostra esca ?
  2. Che forma e colore deve avere?
  3. Che movimento e azione deve avere ?
  4. Paletta o no, lipless o minnow? Walking the dog o jig ?

Dopo aver risposto a queste domande si può passare allo step successivo : L’ Attrezzatura.

Pinze, tronchesi, lime, trapano, sega a nastro o seghetto alternativo, forbici e colle sono solo alcuni strumenti che servono alla realizzazione di un’ esca.
Muniti di guanti si può tagliare il legno secondo una forma e misura ben precisa, lavorandolo successivamente con cutter o coltellino da intaglio.
Dare la forma alla nostra esca è la fase più delicata: un buon intaglio iniziale determina una buona riuscita del modello di legno.
L’intaglio si completa con una bella passata di carta abrasiva con filigrane diverse (150-180-240 ecc).
Si possono usare diversi tipi di legno di resistenza e robustezza differenti ma,sicuramente, la Balsa è il legno per eccellenza usato fin dalla storia dell’autocostruzione , impiegato per la maggior parte nelle acque interne e adesso usato anche nelle acque marine. Sicuramente la sua leggerezza è il suo pregio ,ma la troppo morbidezza può dare seri problemi a prede che sono muniti di denti acuminati.
Alcune tipologie di legno usate possono essere : il Ramino, il Faggio, il Samba… acquistabili nei negozi di bricolage.
Il legno, dopo la lavorazione d’intaglio e di modellazione, va impermeabilizzato con appositi prodotti (otturatori , vetrificatore per parquet ecc).
Dopo aver dato la forma definitiva al nostro artificiale si decide sulla costruzione interna scegliendo diverse strade:

  1. Si può decidere di tagliare a metà il tutto per lavorare al suo interno( inserire un rattling nonché una biglia che faccia rumore al suo interno)
  2. Oppure lasciarlo così com’è e lavorarlo dal basso scavando a più non posso.

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Dopo aver preso una decisione, si continua con il nostro lavoro inserendo un’ anima interna (che sia passante è sempre meglio ) di acciaio inox e il piombo o biglie che diano l’assetto più giusto.
L’assetto va regolato (a mio avviso) con gli ami che si vogliono inserire; anche pochi grammi possono fare la differenza.

Assemblaggio

Una volta completato il settaggio dell’esca, lo si assembla chiudendolo e incollandolo oppure stuccandolo con dello stucco da marmista o poliestere; si può,inoltre,ricoprire la livrea dell’esca con una pellicola argentata che nell’acqua darà riflessi argentei , aumentandone così il potere attrattivo per la preda.
Successivamente si passa la prima mano di resina che conferirà robustezza e maggior compattezza ai vari materiali. Per far ciò ci si crea un resinatore ,volgarmente chiamato girarrosto per esche, che amalgamerà la resina al meglio

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Verniciatura  e resinatura

Finalmente, dopo aver fatto asciugare il tutto ,si può passare alla fase più creativa: la pittura.
Personalmente dedico molto tempo e attenzione ai colori usati, dagli acrilici agli smalti, di varie marche esistenti in commercio.
Le livree vengono create con maschere di pittura idonee agli effetti voluti. Dalle reticelle delle patate ai collant da donna.
Seguendo una scaletta delle varie azioni, si ha il pieno controllo della gestione dei tempi e di ciò che si vuole realizzare.
Quello che consiglio sempre è di avere sempre una mascherina idonea per la pittura perché non fa bene respirare i pigmenti dei colori o solventi.
Nei modelli in resina si salta tutto il passaggio del trattamento del legno, ma resta invariata la pittura e la resinatura .
Dopo aver fatto passare almeno 7 ore dalla pittura si può passare alla resinatura finale ,che conferisce consistenza al modello ma anche resistenza alla corrosione dai denti dei pesci.

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Conclusioni

Grazie alla determinazione, alla pratica e agli innumerevoli errori commessi, attualmente mi posso ritenere soddisfatto dei miei auto costruiti ,che mi hanno regalato forte emozioni e forza nel continuare a credere in ciò che faccio.
Un grazie a tutti per il vostro sostegno e impegno.

L'Autore

Giuseppe Di Marco

Joe Fish è Giuseppe Di Marco , un ragazzo che ha solo un obiettivo nel mondo della pesca: rompere gli schemi abitudinari del commercio e creare innovazione per pura passione personale. Sono laureato in Graphic Design e ho lavorato in un azienda a grande distribuzione nel mondo della pesca per ben 5 anni. Tra seghe a nastro e altri attrezzi del mestiere cerco sempre di soddisfare idee strane di noi pescatori apportando modifiche e assetti che difficilmente si trovano nei negozi.

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