Beach ledgering in primavera

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Dopo un inverno particolarmente strano, caratterizzato da sbalzi termici notevoli, con potenti perturbazioni e mari anche in burrasca, finalmente la bella stagione sembra sia arrivata a farci visita. Nonostante la primavera sia come stagione la più imprevedibile, sta di fatto che le temperature iniziano lentamente a risalire e con essa anche il mare inizia il suo lento riscaldamento. Per gli appassionati della pesca in mare di qualsiasi genere, l’arrivo della primavera segna in maniera netta la riapertura di un ciclo che arriverà fino al prossimo inverno difatti, il graduale riscaldamento delle acqua, permette il ritorno di una gran quantità di pesci, sia grandi che piccoli, i quali sembravano essere scomparsi nel periodo freddo.

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BEACH LEDGERING O SURFCASTING

Il dilemma su questi due termini è all’ordine del giorno e spesso molti pescasportivi non riesco ad abbinarli. La differenza è veramente minima, ma a molti piace ingrandirla “come il pescato”; il beach ledgering è una tecnica praticata per lo più con attrezzi leggeri e molto sensibile e spesso il tutto abbinato a lenze e piombature leggere. Il surfcasting non è inteso per forza come pesca nel maremoto, ma può essere visto ad esempio come pesca a lunga gittata alla ricerca di orate e mormore. Ovviamente la verità sta nel mezzo e spesso le due tecniche si fondono senza che noi ce ne accorgiamo…

Il periodo della primavera su buona parte delle coste Italiane caratterizza il ritorno di diverse prede, su tutte spuntano le mormore, immancabile catture del surf casting estivo, seguite da diverse prede di galla come sugarelli, occhiate ed aguglie. I pesci di galla vengono solitamente catturati praticando del sano beach ledgering utilizzando attrezzature leggere e divertenti, mentre le mormore vengono insidiate anche con attrezzature più potenti per sfruttare piombature più elevate e di conseguenza distanze più ragguardevoli, vediamo come…

LENZE E TERMINALI

Quando la spiaggia lo permette, ovvero quando non si necessita di lanci particolarmente potenti, affidarci a canne da beach, magari quelle di ultima generazione con vette intercambiabili è sicuramente la scelta migliore per leggerezza degli attrezzi e per il divertimento che anche delle prede non enormi possono regalare.

Abbineremo mulinelli intermedi taglia 4000-6000 che possono essere imbobinati con un nylon dello 0,16-20 mm seguito da uno shock leader dello 0,25-30 mm, oppure optare per uno 0,22-25 mm diretto che ci consentirà tranquillamente di sfruttare zavorre fino a 75 gr.

Utilizzeremo un trave abbastanza leggero dello 0,25 mm su cui alloggeremo 2 o 3 braccioli. Gli snodi sul trave verranno eseguiti tramite delle piccole girelline del numero 24 fissate da due perline a distanza di pochi millimetri.

I braccioli saranno realizzati con del fluocarbon dello 0,16-18 mm, lungo 100-150 cm, con un amo relativamente piccino compreso tra un numero 10 e un 14.

Quando invece siamo costretti ad armare canne più potenti, dobbiamo cambiare leggermente assetto. I mulinelli saranno più capienti e potenti taglia 8000-10000 utilizzando sempre uno 0,18.20 mm come lenza in bobina saremo obbligati a dimensionare lo shock leader per zavorre impegnative magari 150 gr. Dunque uno 0,50 mm sarà indispensabile, o meglio , uno shock conico tipo 20-47 o 20-57 facili da giuntare alla lenza in bobina tramite un comune nodo di sangue, garantiscono tenuta e un attrito minimo del nodo in fase di lancio. Di conseguenza anche il trave sarà dimensionato in base al piombo, uno 0,50 mm ci permette di affrontare qualsiasi situazione e di spingere al massimo le nostre zavorre. Utilizzeremo braccioli leggermente più corti da 70-80 cm con ami del n°10-12 dello 0,20-22 per evitare fastidiosi grovigli. Come nella tecnica del beach ledgering realizziamo il trave con girelline e perline, magari stavolta optiamo per una misura più grande tipo 20-22. Per facilitare il complesso pescante è possibile realizzare il trave ( ossia la parte di lenza con gli snodi) direttamente sullo shock leader, apponendo alla fine una girella con moschettone dove agganciare il piombo.

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ESCHE E CONDIZIONI

Nella pesca dalla spiaggia, mirata alla cattura di sparidi e grufolatori, gli anellidi in generale sono le esche maggiormente utilizzate. Utilizzando un sottile ago da innesco, riusciremo a eseguire inneschi perfetti senza ledere troppo la consistenza degli anellidi. L’arenicola su tutte è il verme di mare con la più alta attrattività, è un esca fondamentale di cui purtroppo non possiamo fare a meno. Il coreano è sicuramente un esca più economica che da comunque i suoi frutti, ottimo magari con l’aggiunta di flotter o schiuma pop-up per sgallare i nostri braccioli ed insidiare qualche preda di galla. Muriddu, bibi ed americano sono esche meno catturanti rispetto all’arenicola ma più selettive, impiegate spesso per orate e grosse mormore.

La notte porta sempre consiglio, difatti moltissime prede nonostante siano attive anche di giorno, prediligono le ore notturne per mettersi in movimento come ad esempio le mormore. Le ore diurne invece potrebbero portare qualche bella preda magari in condizioni di mare medio mosso o in fase di scaduta, quando come sappiamo tutto è possibile.

L'Autore

Lorenzo Secchiaroli

Nato ad Ascoli Piceno pesca fin da bambino, iniziando con la trota in laghetto e mano a mano avvicinandosi al mare. Nel 2003 inizia all'agonismo di surf casting prima e poi anche della canna da riva. Ha partecipato ad un campionato del mondo di surf casting u-16 ad uno u-21 e a 5 mondiali con la nazionale maggiore, vincendo un campionato del mondo individuale e a squadre u-16 e un argento per nazioni senior. Detentore del record mondiale di pescato in competizione di surf casting, attualmente 5° nel ranking mondiale di surf casting. Ha partecipato anche a 2 campionati europei di canna da riva con 2 medaglie d'argento. Pescatore a 360° ama e vive la pesca molto intensamente, in maniera quasi morbosa praticando tecniche di pesca anche molto differenti tra di loro.

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