Intervista a Saverio Rosa

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Ciao Saverio come è iniziata la tua passione per la pesca?

La mia passione per la pesca nasce con me…pesco da quando cammino e non posso definire un preciso momento in cui, per la prima volta, ho risposto all’ irresistibile chiamata che attrae il pescasportivo verso il suo grande amore…La mia passione per la pesca quindi non è “nata” ne è “iniziata”…la mia passione per la pesca è cresciuta con me e mi ha accompagnato fin dai primissimi anni di vita…

Per te la pesca è un lavoro, un hobby, uno svago o cos’altro?

Per me la pesca è un mix di tutte e tre le cose…e sarebbe incompleto non aggiungere che per me la pesca è anche uno sport, un mondo di amici e… una scoperta continua… La pesca sportiva è un modo di essere… gran parte della mia vita ruota intorno a questa grande passione e non riesco ad immaginare un ‘’Saverio’’ senza vederlo costantemente circondato da ami, lenze, esche e conoscenti che condividono lo stesso amore.

Quale è la tua tecnica preferita, quella che pratichi nelle tue uscite di pesca per diletto?

io adoro ogni tecnica di pesca che, alla fine della sessione, lascia il prezioso salmastro sul viso…amo la pesca in mare in ogni sua espressione e contesto. Le tecniche preferite sono molte…tutte però in ambiente con acqua rigorosamente salata. Amo la pesca a Traina, a bolentino, a drifting, light drifting, spinning…ma anche bolognese, canna fissa, feeder in mare, inglese, ecc… Non sono un grande conoscitore di surf casting… anche se è una tecnica che mi affascina particolarmente. Amo tutte le discipline ma ad una, in particolare, dedico più tempo. Essendo un agonista nel settore della ‘’pesca con canna da natante’’ (bolentino con canna dalla barca), per mantenermi a livelli agonistici molto alti, sono costretto a dedicarmi costantemente a sessioni di allenamento in questa disciplina …

Preferisci una vittoria in gara o una grande cattura in una “pescata della Domenica”?

…diciamo che dipende molto dalla ‘’gara’’…ti faccio un esempio pratico; io, durante l’anno, partecipo a trofei, gare federali, ecc…faccio campionati provinciali, campionati regionali, campionati italiani di massima serie , club azzurri e campionati del mondo. In ognuna di queste competizioni metto il massimo impegno…non sono certo uno che gareggia per ‘’partecipare’’… anche se ammiro e rispetto tutti coloro che abbracciano questa filosofia.

Ogni vittoria ha un’ importanza rilevante anche se c’è da dire che,ovviamente, non tutte le vittorie sono uguali … Quindi diciamo che se dovessi barattare una spigola da 6 kg pescata con la bolognese e filo dello 0.10, con un altro titolo di campione provinciale, regionale o italiano, magari preferirei la cattura della spigola … ma se mi dovessi trovare a scegliere tra la spigola di 6 kg e un altro titolo di campione del mondo, confesso che opterei per aggiungere un’ altra medaglia d’oro mondiale al mio palmares…

Quale cattura ricordi come la cattura della vita?

negli anni, di catture entusiasmanti ne sono arrivate davvero molte…tonni e pesci spada sopra i 100kg, cernie da 10kg o più, ricciole da 30 kg, dentici giganti, lecce amia da 25/28 kg…insomma, mi sono tolto molte soddisfazioni … ogni cattura ha lasciato un segno indelebile nel mio cuore salato di pescatore marittimo … ma se devo identificare una cattura come ‘’la cattura della vita’’, sono costretto ad andare molto in dietro nel tempo e dire che la mia ‘’cattura della vita’’ è stata una spigola di 2,6 kg pescata a spinning il 5 aprile di 17 anni fa… Era la sera del giorno del mio compleanno e compivo 13 anni…la passione per la pesca era già forte ma non possedevo ne le attrezzature ne l’ esperienza che mi potesse far sentire un pescatore vero e proprio. Passavo molte ore a pesca ma i risultati erano sempre i medesimi: salpe e cefali! … mi ero specializzato in quelli per affinare la tecnica sfruttando la loro abbondanza lungo il litorale . Anche se mi documentavo costantemente su giornali specialistici per cercare di coronare il sogno ‘’pesce di pregio’’, fino a quel momento, il pesce di pregio ancora non era mai arrivato.

Come già detto, quella sera, era la sera del mio compleanno ed io, ad essere sincero, ho sempre detestato i festeggiamenti imposti dalle usanze e consuetudini …e così, mentre i miei genitori organizzavano la cena e il festeggiamento, io, di nascosto, presi la mia cannetta in fibra di vetro, il mio mulinello da pochi soldi e l’ artificiale (un minnow da 12cm ) che mi aveva regalato il mio amico coetaneo Francesco per il mio compleanno. In sella alla bici mi diressi al mare e cominciai la mia prima sessione di spinning in mare…era una tecnica nuova per me…sulla quale avevo letto e riletto ma che non avevo mai praticato per mancanza dell’ artificiale che invece,finalmente, nel giorno del mio compleanno,mi era stato donato dal caro Francesco. Pochi lanci nelle tenebre ed ecco lo strike…il pesce della vita….catturato e salpato senza il retino…un urlo di gioia decretò il combattimento terminato e il pesce tra le mie mani…il pesce della vita. Quel 5 aprile di 17 anni fa, il vero protagonista della serata, non fu il mio compleanno ma la spigola … immortalata in mano ad un fiero e giovane Saverio che la mostrava alla macchina fotografica dimenticandosi completamente che, a pochi centimetri da lui, c’ erano parenti impazienti che non potevano comprendere la mia gioia e che attendevano che venissero spente le 13 candeline sulla torta…

(compresi poi ben presto che, quella sera, avevo avuto una fortuna sfacciata…ho dovuto aspettare anni e una miriade di uscite a vuoto, prima di ripetere la pescata fatta in quel giorno magico).

Cosa si dovrebbe fare per far crescere il movimento della pesca sportiva in mare in Italia?

… Il movimento della pesca sportiva italiana è frenato dal movimento contrario e collaterale dell’ ambientalista sfegatato che ci vede come ‘’il demonio’’. Per far crescere il nostro movimento basterebbe creare una corretta informazione su quello che noi siamo e facciamo. Bisognerebbe che l’ ambientalista capisse che noi non siamo il nemico…noi siamo il più efficace e rispettoso alleato dell’ambiente. Bisogna che l’ opinione pubblica capisca che noi non siamo ‘’assassini’’… noi siamo dei controllori attenti dell’ ambiente…rispettiamo e tuteliamo l’ habitat che rende possibile le nostre meravigliose ore di pesca. Bisogna che l’ opinione pubblica comprenda il rispetto che abbiamo per il pesce e quanto ci sta realmente a cuore la salute di fiumi, laghi e mari… Bisogna che si comprenda che non è il pescatore, che magari porta a casa una spigoletta o un’ oratella ogni 10 uscite di pesca, a rovinare il mondo marino. Il devastatore ambientale è il peschereccio a strascico che effettua le sue sessioni in zone non concesse, in periodi di riproduzione e senza dei parametri legislativi che limitino i danni che sistematicamente fa…il devastatore ambientale è lo scarico di un’ industria che non possiede i filtri necessari e che uccide senza ritegno ogni pesce, mollusco, celenterato e crostaceo presente nella zona… il nemico è la petroliera che lava le sue cisterne con solventi che poi vengono dispersi in mare… Noi siamo quelli che difendono il mare! facciamo da controllori di possibili scorrettezze rilevate durante le nostre sessioni di pesca e le denunciamo alle autorità…noi ripettiamo il mare…lo difendiamo…e quello che chiediamo in cambio è solo un piccolo prezzo che consiste in quella cattura che poi ci mangiamo… Diamo molto e chiediamo pochissimo in cambio…

Quando l’ opinione pubblica capirà tutto ciò, il numero dei pescatori sportivi aumenterà alimentato da dei genitori illuminati che comprenderanno quanto è importante trasmettere una passione tanto nobile e preziosa ai propri bambini.

Quale è la tua posizione sui sempre più frequenti divieti presenti nei porti e nelle coste italiane?

…non mi sento di schierarmi in tal senso…l’ argomento è complesso. Diciamo che se i divieti derivano da delle esigenze turistiche e commerciali, sono totalmente contrario…mentre, se i divieti sono conseguenza di restrizioni volte alla creazione di parchi naturali dove il pesce può riprodursi in tranquillità, allora sono totalmente favorevole. Siamo tutti consapevoli che, anche se permettessero ai soli pescasportivi di pescare nelle zone di ‘’riserva ambientale’’ ,la loro attività sarebbe comunque sostenibile e non influirebbe sulla riproduzione…ma siamo altrettanto consapevoli che, un divieto parziale e del tipo ‘’i pescatori sportivi si e i pescatori professionisti no’’, sarebbe difficilmente gestibile e controllabile…quindi, in quel caso, pur di salvaguardare completamente la zona, meglio che nessuno vi possa pescare.

Quando scrivi un articolo su una rivista o su un sito internet, quale è il tuo obiettivo?

Sono un convinto sostenitore della teoria che, per far appassionare un nuovo pescatore o aumentare la passione di un pescatore che già può essere definito tale, l’ unico modo è quello di fare impossibile per far si che la cattura del pesce agognato avvenga. Per raggiungere l’ obbiettivo cattura, l’ unico modo efficace è quello di fornirgli tutti gli strumenti a lui utili (notizie, esperienza, attrezzatura corretta,ecc….). Quello è il mio obbiettivo.
Io metto a disposizione del pescasportivo la mia conoscenza nel tentativo di indirizzarlo nella direzione corretta…la direzione che lo porterà verso il raggiungimento del suo scopo. Un pescatore soddisfatto è un pescatore che continua nel suo cammino di perfezionamento dell’ arte alieutica. Un pescatore soddisfatto è un pescatore che mi rende felice e fiero per quello che faccio.

L'Autore

Pescatore per religione! Le sue tecniche preferite sono quelle di pesca al colpo in mare, in primis la bolognese ultraleggera, la canna fissa, la pesca all'inglese e il ledgering. Si sfoga scrivendo su queste pagine per il poco tempo disponibile da dedicare alla attività che ama: la pesca!

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