Pesca a Surfcasting di notte

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La battuta di pesca inizia sempre giorni prima della vera e propria uscita. Si osserva minuziosamente il meteo. Grazie alle nuove tecnologie, oggi giorno si hanno a disposizione strumenti e siti internet specializzati, che ci anticipano il quadro che potremmo trovare nei vari spot.

Con i compagni di uscita si fa il punto giorno dopo giorno, cercando di conciliare lavoro e famiglia nel modo migliore, per poter partire presto e arrivare in spiaggia con un buon margine di anticipo, sia per l’inizio della scaduta, e sia per avere tutto il tempo di preparare le attrezzature prima che il buio avvolga tutto.

Quanti sogni e quante speranze scorrono nei pensieri durante i preparativi, che per ognuno di noi sono come un vecchio rituale che ogni volta si ripete. Il surf casting, a mio parere una delle discipline più impegnative del panorama della pesca in mare dalla spiaggia.

Non bastano solide e performanti attrezzature, tante volte ci vuole coraggio, coraggio per affrontare vento, pioggia e freddo, coraggio per sfidare quel mare, immenso e tumultuoso, ma nulla ferma chi ha in testa e nel cuore questo sport.

Il momento più bello è quando si inizia a lanciare le esche, dopo aver scandagliato l’arenile alla ricerca dei punti più propizi, rispettando quelli che sono i pilastri del Surf, ossia l’individuazione dei canaloni, delle secche e le punte. E poi, poi è attesa. Gli sguardi sono rivolti alle vette delle nostre canne, che si fanno cullare dalle onde, aspettando quell’inconfondibile e magico segnale, che ci avvisa che li sotto, tra schiuma e onde, qualcosa c’è. E sotto quella distesa bianca che infrange sulla battigia, ci può essere di tutto.

Per le uscite invernali principalmente rivolgiamo la nostra scelta alle esche naturali, che procuriamo in pescheria. Seppie freschissime, da cui ricavare filetti da cucire direttamente sugli ami, esca gradita sia ai grufolatori che ai predatori, cannolicchi da usare sia sgusciati che interi, i grandi bibi di coffa, e l’immancabile cefaletto vivo.

Le attrezzature sono quelle concepite per il surf casting, canne ad azione ripartita, e mulinelli dalle bobine capienti, che avvolgono lenze di spessori importanti, appunto perché la stragrande maggioranza delle volte, la battaglia non è solamente contro le prede che capitano sui nostri ami, ma perché il mare in quelle condizioni può generare situazioni in cui si combatte con alghe e correnti, che portano a spasso senza alcuna fatica, piombi di oltre 200 grammi.

Altro fondamentale punto è quello che riguarda il vestiario. Mai sottovalutare il freddo, l’umidità e il vento, alcune volte presenti contemporaneamente, con l’aggiunta della pioggia. Trovarsi di notte, in spiaggia, non attrezzati a dovere per affrontare queste situazioni avverse, può essere la fatalità che ci porterebbe ad una sconfitta. Considero l’abbigliamento importante quanto lo sono canne e mulinelli.

Il surf casting finisce per modificare lo stile di vita, diventa quasi una filosofia, una droga. Questo penso che accada per ogni tipo di pesca. Quando la passione e l’amore per il mare entra nel cuore e arriva fin dentro l’anima.

L'Autore

Andrea Porcu

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